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Esplorate i sentieri boschivi della Riviera di Opatija

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Tutto iniziò sbagliando strada…

Il re romeno Carlo, in visita a Opatija, ospite presso Villa Amalia, un giorno, durante la sua cavalcata quotidiana nei boschi, si perse nei pressi di Veprinac, probabilmente nel 1896, durante il suo primo soggiorno in questa città. Il mattino seguente, furioso per l'accaduto, si recò dal prefetto del distretto, il barone Arthur von Schmidt-Zabiérow a chiedere spiegazione del motivo per il quale i sentieri non erano segnati. Quando l’astuto Zabiérow si lamentò del fatto che mancassero i mezzi per tale intervento, Carlo molto elegantemente poggiò sul tavolo una cospicua somma di denaro da destinare a tal scopo. La somma fu spesa bene: nel 1901 la passeggiata fu ultimata, e in ricordo del mecenate portò per un certo periodo il nome "Sentiero boschivo del Re Carlo" (oggi "Passeggiata Carmen Sylva"); anche la "Passeggiata di Re Carlo" (oggi "Passaggio di Matko Brajsa") portava il suo nome.

Grazie al medico bavarese Max Joseph Örtel, i sentieri del bosco di Opatija furono tracciati in maniera scrupolosa, segnando le distanze, e con delle panchine per la sosta. Chi desidera attraversare l’intero percorso, deve partire da Slatina verso Veprinac, fino a Plahuti. Se desiderate percorrere una variante più breve dovrete attraversare il tunnel sotto la strada Nova cesta, seguire il sentiero boschivo fino al ruscello Vrutki e proseguire per un terreno ripido, stretto e tortuoso fino alla passeggiata.

Il ruscello Vrutki si attraversa passando per un piccolo ponte chiamato dagli Austriaci Littrow, in onore dell'ammiraglio e insegnante presso l'Accademia marittima di Fiume, vissuto a Opatija in una villa chiamata Rusticana. Littrow è più noto come poeta e padre della pittrice dei motivi cittadini di Opatija. Anche la fonte del ruscello portava il suo nome; successivamente gli Italiani lo chiamarono Mazzini; oggi è noto come Vrutki.

Attraversando il quartiere di Opatija Carmen Sylva, troverete una tabella che parla del barone Arthur Schmidt-Zabierow, prefetto del distretto di Volosko che seppe astutamente procurarsi il denaro dal re romeno. Quest’appassionato cacciatore di beccacce, grifoni e delfini viveva in una casa nei pressi dell’odierno Palazzo Municipale della città, progettata da Karl Seidl. Fu seppellito al cimitero di Volosca, nella tomba di famiglia.

"Mala fortica" è un belvedere costruito sulla Roccia della Regina Elisabetta. La targa in cui appare la scritta Carmen Sylva Ruhe è posta sopra la panchina di roccia situata sotto il belvedere. Si tratta della regina e poetessa romena Elisabetta che firmava i suoi versi usando lo pseudonimo Carmen Sylva. Nelle vicinanze dell’insediamento di Varljeni è stata costruita la "Vela fortica" (Zorin vrh oppure Vetta dell'aurora), a 180 m sul livello del mare. Nelle immediate vicinanze, nel 1904 fu aperta un'osteria.

Vari sono i modi in cui si può scendere da Zorin vrh verso la costa: quello migliore è passare per l'abitato di Kosićevo, attraversare il tunnel sotto Nova cesta e proseguire verso Volosko. Su questo percorso che sovrasta Nova cesta, è possibile ancor sempre scorgere la scritta König Karol Fels, incisa nella pietra lungo il sentiero tortuoso.

È tempo di muoversi!

A questi sentieri vanno aggiunti molti percorsi che conducono alle vette dell'Učka (la più alta delle quali si trova a 1396 m) e ad altri monti che sovrastano la Liburnia. I sentieri boschivi ben curati, i numerosi belvederi e le varie bellezze, sono un motivo sufficiente per allontanarsi per un momento dalla costa, alla scoperta dell'entroterra.

Sistemazione consigliata