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Una giornata d’estate all’insegna del mare e del sole

Abbronzarsi con giudizio

Ljetni dani Il sole è fonte di vita: dalla sua energia, luce e calore dipende l’esistenza sulla Terra. Ma perché è pericoloso e nocivo?

La vita sulla Terra dipende dal sole, dalla sua energia, luce e calore. Il sole influisce sul nostro corpo e la nostra psiche; nel cervello stimola l’emissione dell’ormone della felicità, la serotonina che riduce lo stress e la stanchezza, migliorando il buon umore.

Al centro del Sole la temperatura raggiunge addirittura i 15 milioni di °C. Il sole influisce sul verificarsi dei mutamenti climatici e la comparsa dei buchi nell’ozono a causa dei quali siamo sempre più fortemente esposti alle nocive radiazioni ultraviolette.

 Il sole influisce indirettamente anche sul nostro sonno, stimolando la produzione di melatonina, ovvero dell’ormone del sonno; permette inoltre la formazione della vitamina D nel nostro organismo, indispensabile per uno sviluppo sano e la crescita del tessuto osseo. Ci consente di ottenere una pelle abbronzata, ma è pure la causa dell’invecchiamento cutaneo, dell’essiccazione cutanea, delle rughe e del rilassamento cutaneo, nonché dei danni alla vista, della debilitazione del sistema immunologico, dell’arrossamento….

Qualora desideriate avere un colorito sano, senza effetti nocivi per la salute, dovrete essere molto prudenti nell’abbronzarvi.

La regola essenziale da osservare (naturalmente con l’uso incondizionato e costante delle sostanze per la protezione dal sole) se desideriamo evitare le conseguenze dannose del sole, è che il numero delle esposizioni del corpo ai raggi UV (sia quelli naturali del sole che quelli artificiali nel solarium) in un anno non sia superiore a 50.

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Esponetevi al sole estivo, muniti della rispettiva crema abbronzante, al massimo 2 o 3 ore, mentre di pomeriggio, fra le 12 e le 15 evitate assolutamente la spiaggia. L’acqua offre una protezione minima, mentre il nostro viso, durante il nuoto, a causa dei riflessi del sole, è esposto a radiazioni ancora più potenti. Ci si può abbronzare o ustionare anche all’ombra, poiché la superficie marina riflette fino all’80% dei raggi UV, la sabbia il 30%, mentre l’ombrellone ne rilascia il 40%. Anche le nuvole consentono il passaggio dei raggi UV: quelle più sottili arrivano addirittura all’80%; quindi anche senza l’esposizione diretta al sole possiamo abbronzarci, ma pure procurarci danni alla cute.

Gli esperti più prudenti raccomandano di evitare lunghe esposizioni fra le ore 10 e le 16 (in questo modo eviterete l’effetto dannoso del 70% addirittura dei raggi UV-B) e di prendere il sole e fare il bagno appena attorno le 17, quando l’intensità delle radiazioni UV rispetto a quelle presenti a mezzogiorno, è scesa ad un quarto.

Benefici e insidie del mare

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L’influsso positivo del mare sulla pelle del nostro corpo è evidente già dopo il primo bagno, quando diventa più morbida, delicata e tonica. Il mare con le sue sostanze, le alghe, i plancton e il sole, è il balsamo più efficace e naturale per la nostra pelle ed ha un effetto antietà provato. Oltre a favorire la bellezza e la salute della pelle, il mare sembra fatto per migliorare e mantenere la forma fisica: per esempio, il nuoto reca benefici al nostro corpo, in particolare alla colonna vertebrale, ci rende più resistenti, rinvigorendo, modellando e tonificando tutti i muscoli del corpo. Allo stesso modo, il mare stimola lo scambio delle sostanze nel nostro organismo e rafforza il sistema immunitario, migliora la respirazione e la circolazione. Il mare ha un potente fattore antistress: esso ci calma, rilassa, colmandoci d’energia e stimolando sensazioni e pensieri positivi.

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Il mare però è anche il biotopo di organismi viventi che a volte non gradiscono la nostra presenza. Al momento in cui senza volere gli procuriamo una sensazione di pericolo, essi reagiscono per difendersi, provocando a volte delle sensazioni per noi molto spiacevoli e dolorose: per esempio le meduse e le anemoni di mare possono ustionarci, mentre i ricci e alcune varietà di pesci ci possono pungere. Dopo la prima sensazione di dolore e bruciore, le cicatrici del veleno delle meduse possono rimanere anche per mesi, mentre le ferite createsi estraendo gli aculei dei ricci a volte possono infiammarsi; comunque, dato che per tutto esiste una cura, alcuni consigli possono aiutarci a rimediare a queste situazioni spiacevoli e trascorrere le vacanze godendo indisturbatamente di tutti i benefici offertici dal mare, la culla della vita che tanto tempo fa creò anche il genere umano.


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